roberto cattini fotografie


La famiglia della mia compagna possiede da più di quarant'anni la metà di una cascina sulle colline d'Asti.
É una vecchia casa sistemata all'interno negli anni settanta e mai più toccata.
Il mare del tempo vi ha depositato la sua schiuma, che si é stratificata, lasciando un un insieme eterogeneo di oggetti, appartenuti a tre generazioni.
Niente a che vedere con la fredda e sterile eleganza delle case di campagna da rivista.
Qui nulla é definibile in termini di stile.
Regnano i ricordi e le emozioni.
La casa prende vita soprattutto d'estate, quando mia suocera vi si trasferisce da Torino e figli e nipoti vi approdano nei fine settimana.
Quando sono lì, lo sguardo non finisce mai di scrutare, cercare, annusare, come se disponesse di una sua capacità olfattiva.
Non ho mai trovato il linguaggio per tradurre le mie percezioni di quel posto in immagini, forse appesantito dai mezzi fotografici abituali, troppo netti, troppo precisi, implacabili nel loro definire tutto quanto.
Mi serviva l'immediatezza e semplicità di un iPhone per cominciare a venirne a capo, ma non bastava.
Serviva di più, anzi di meno...l'ho trovato nel piccolo mirino di una applicazione, talmente piccolo che rende le immagini quasi indistinte, se non nelle loro linee essenziali.
Con quello e la mia miopia, ho scattato queste foto quasi di intuito.
La veste digitale delle vecchie pellicole polaroid ha aggiunto il resto e mi ha restituito il racconto che cercavo di questo luogo.











































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